La proroga del regime light per dehors e tavolini all’aperto fino al 30 giugno 2027 offre un sollievo importante per bar, ristoranti e pubblici esercizi. Questa estensione consente di mantenere operative le semplificazioni introdotte nel 2020 durante l’emergenza Covid, permettendo un’occupazione del suolo pubblico facilitata e meno onerosa. Tuttavia, questa libertà temporanea riapre anche il dibattito su decoro urbano, accessibilità e gestione dello spazio pubblico, mentre si attende il riordino normativo a livello nazionale entro fine 2026.

Proroga dehors semplificati fino al 2027

Con l’emendamento al ddl Semplificazione approvato al Senato, il cosiddetto “regime light” per dehors e tavolini fuori dai locali è stato prorogato dal 31 dicembre 2025 al 30 giugno 2027. Le imprese di pubblico esercizio potranno così continuare a occupare suolo pubblico mediante procedure snelle, con minori vincoli e spesso senza oneri onerosi. La misura è stata accolta favorevolmente soprattutto da bar, ristoranti e gelaterie, che hanno visto nell’ampliamento degli spazi esterni un fattore chiave per la ripresa economica post-pandemica. Tuttavia, la proroga evita solo temporaneamente il ritorno alle autorizzazioni ordinarie più rigide, lasciando ancora aperto il tema della normativa definitiva per le concessioni di spazi pubblici.

Impatto economico e urbanistico della proroga

L’effetto principale della proroga riguarda l’incremento della capacità di servizio e dei ricavi per le attività di ristorazione. L’uso maggiore degli spazi esterni ha contribuito a una nuova vivibilità urbana, favorendo anche il commercio locale e il turismo enogastronomico. Tuttavia, la deregolamentazione prolungata ha generato alcune criticità, quali occupazioni eccessive degli spazi comuni, conflitti con i percorsi pedonali e difficoltà di gestione nelle aree vincolate dal punto di vista culturale o paesaggistico. Questi aspetti hanno sollevato preoccupazioni su decoro, accessibilità e sicurezza, soprattutto per persone con mobilità ridotta.

Il rebus del riordino normativo entro il 2026

Parallelamente alla proroga, l’emendamento sposta al 31 dicembre 2026 la scadenza per l’attuazione della delega conferita dalla legge sulla concorrenza. Il governo dovrà adottare un decreto legislativo per riordinare e coordinare la disciplina delle concessioni di spazi e aree pubbliche, con particolare riguardo alle aree di interesse culturale e paesaggistico e alle strutture amovibili. Fino ad allora, i Comuni rimangono responsabili della gestione quotidiana delle autorizzazioni, con il rischio di frammentazione normativa e disparità tra territori. Esperti di pianificazione urbana indicano la necessità di standard minimi per qualità, colore, accessibilità e tariffe differenziate, insieme a procedure digitalizzate e piani locali specifici, per garantire equilibrio tra sviluppo economico e tutela urbana.

Questa proroga rappresenta quindi una soluzione temporanea che tutela le imprese, ma insiste sull’urgenza di un quadro normativo chiaro e uniforme, indispensabile per la coesistenza di interesse economico, decoro e diritti dei cittadini nello spazio pubblico.