Il valore della terra agricola in Italia mostra una prima timida crescita nel 2024, con un aumento medio del 1% rispetto all’anno precedente, stabilizzandosi intorno a 22.400 euro per ettaro. Questo dato, reso noto dal Rapporto CREA 2024 sul mercato fondiario e gli affitti dei terreni agricoli, riflette un contesto economico in cui la riduzione dell’inflazione ha ampliato la fiducia degli investitori, facendo sì che il capitale rappresentato dai terreni agricoli si confermi come un bene rifugio solido e resiliente.
Disparità territoriali del mercato fondiario
Anche se la crescita è generale, essa nasconde significative differenze territoriali: al Nord, specialmente nel Nord-Est, i valori raggiungono la media di 47.100 euro per ettaro, con il Trentino-Alto Adige che rappresenta un autentico picco per la redditività delle superfici coltivate. Il Nord-Ovest segue con un valore medio di 35.200 euro/ha e una crescita del 2,3%. Al contrario, nel Centro e Sud Italia i prezzi rimangono sotto i 16.000 euro/ha, scendendo addirittura intorno ai 9.000 euro nelle Isole. Queste differenze, sottolineate da studi recenti sul Prezzi dei terreni agricoli +1% e scostamenti Nord-Sud, derivano da fattori quali produttività, infrastrutture, prossimità ai mercati e vocazione agricola.
Qualità del suolo e uso multifunzionale aumentano il valore
I movimenti di prezzo rivelano chiaramente come i terreni più appetibili siano quelli dotati di migliore qualità agronomica, accessibilità e vocazione produttiva, in particolare le superfici irrigue che permettono produzioni a elevato valore aggiunto. L’infrastrutturazione, in particolare la disponibilità idrica affidabile, protegge dalle incertezze climatiche e rende certe produzioni affidabili. Inoltre, la domanda di suolo è influenzata anche dall’espansione di usi energetici, come gli impianti fotovoltaici e agrovoltaici, che introducono dinamiche competitive ma anche opportunità di valorizzazione per aree di scarso interesse agricolo tradizionale.
Come evidenziato in un’analisi aggiornata sul mercato fondiario dei terreni agricoli in Italia 2024, la multifunzionalità del suolo diventa quindi un fattore chiave nella valutazione del capitale territoriale.
La resilienza climatica, la prossimità alle filiere di trasformazione e la capacità di diversificare gli usi rimangono aspetti determinanti sia per gli investitori che per le aziende agricole, che possono migliorare la redditività attraverso aggregazioni e competenze manageriali adeguate.
In sintesi, il terreno agricolo mantiene un ruolo strategico come riserva di valore stabile e innovativa, ma con un mercato molto segmentato e differenziato. Monitorare i trend climatici, le politiche di sostegno e le trasformazioni tecnologiche sarà essenziale per chi opera nel settore e intende preservare e accrescere il valore di questo capitale fondamentale.



