La sfida dello student housing in Italia si fa sempre più urgente: attualmente, i posti letto disponibili per studenti fuori sede coprono soltanto il 5% del fabbisogno nazionale, una percentuale molto più bassa rispetto a paesi come Germania (13%), Francia (16%) e Regno Unito (30%). Per questo motivo, Assoimmobiliare ha annunciato un ambizioso piano per costruire 20.000 nuove unità abitative destinate agli studenti entro il 2027, rafforzando così i 20.000 alloggi già realizzati negli anni recenti. Questo progetto mira a colmare un gap significativo nell’offerta abitativa universitaria, puntando su semplificazioni normative, strutture finanziarie dedicate e incentivi mirati, considerando anche l’importanza della rigenerazione urbana nelle principali città universitarie italiane.

Proposte chiave per lo sviluppo dello student housing

L’iniziativa di Assoimmobiliare non si limita alla mera costruzione di nuove abitazioni, ma prevede un quadro integrato che favorisca l’ingresso di capitali privati tramite strumenti di finanza strutturata e norme più snelle per il cambio di destinazione d’uso degli immobili. Secondo Davide Albertini Petroni, presidente dell’associazione, la priorità è velocizzare i processi autorizzativi e offrire agevolazioni fiscali a operatori che sviluppano soluzioni abitative a canone calmierato o con componenti di social housing. Inoltre, si immagina la creazione di fondi immobiliari dedicati allo student housing, capaci di attrarre investimenti nazionali e internazionali. Le nuove abitazioni saranno concentrate nelle città universitarie più richieste, tra cui Milano, Roma, Bologna e Torino, dove la pressione sul mercato immobiliare è più forte e la domanda più intensa.

La dimensione finanziaria è particolarmente rilevante: il settore degli studentati ha un potenziale di investimenti fino a 4 miliardi di euro, ma per rendere questo segmento più sostenibile si richiedono regole chiare sui canoni di locazione e meccanismi di mitigazione del rischio, come garanzie pubbliche o co-investimenti.

Numerose proposte sono state presentate in occasione dell’evento “Una casa per studiare, una generazione per crescere”, dove è stata sottolineata l’importanza dei partenariati pubblico-privati (PPP) e di una governance condivisa tra istituzioni, università e operatori privati per rendere efficace il piano.

Rigenerazione urbana e investimento sostenibile

Un elemento centrale della strategia riguarda la riqualificazione di aree urbane sottoutilizzate, come ex complessi industriali o immobili pubblici, trasformandoli in residenze studentesche funzionali. Questo approccio non solo aumenta l’offerta abitativa, ma crea valore per l’intera comunità locale, stimolando economia e servizi nei quartieri interessati. Per favorire questa conversione, si propone di semplificare i procedimenti amministrativi e uniformare le linee guida a livello nazionale, oltre a prevedere incentivi fiscali specifici, come sgravi temporanei su IMU e TASI o riduzioni sugli oneri di urbanizzazione.

Dal punto di vista degli investitori, lo student housing rappresenta un asset con un rendimento stabile e una domanda molto resiliente, dato il costante incremento degli studenti fuori sede. Tuttavia, per completare 20.000 nuove abitazioni entro il 2027, sarà necessario snellire in modo significativo i tempi di progettazione, concessione e realizzazione, un aspetto evidenziato anche nel report sugli studentati e le proposte normative presentato recentemente.

Impatto sociale e prospettive future dell’alloggio studentesco

Oltre ai benefici economici, un aumento dell’offerta abitativa per studenti facilita la mobilità internazionale e agevola il reclutamento universitario, elementi chiave per il rafforzamento del sistema accademico italiano. D’altro canto, la sostenibilità sociale dei progetti necessita di tariffe accessibili e servizi integrati di qualità, come assistenza, sicurezza e manutenzione professionale. Nonostante i vantaggi evidenti, persistono ostacoli come la complessità amministrativa locale, l’elevato costo del costruito e la necessità di una più stretta collaborazione tra Comuni e università.

«Entro il 2027 i nostri associati prevedono di realizzare 20mila nuove unità abitative destinate agli studenti», ha ribadito Albertini Petroni, evidenziando che il successo del piano dipenderà dalla capacità di tradurre rapidamente queste proposte in interventi concreti condivisi tra istituzioni e investitori. In tal modo, l’Italia potrebbe diventare un mercato sempre più attrattivo per capitali specializzati nello student housing, con un forte impatto positivo sia sul settore immobiliare che sul tessuto urbano e sociale del Paese.