La riforma delle professioni tecniche nell’edilizia, centrata sulla pdl n.171 approvata dal Consiglio Regionale del Lazio il 20 luglio 2025, rappresenta un passo cruciale per il settore. Questa normativa avvia un riordino significativo, puntando a valorizzare ingegneri, architetti e geometri nel contesto della rigenerazione urbana e della transizione energetica e sismica. Oltre a introdurre nuove tutele e parametri compensativi, l’intervento mira anche a semplificare le procedure burocratiche, un aspetto da sempre centrale nel mestiere tecnico.

Riorganizzazione ordini e tutela equo compenso

Al centro della riforma c’è la riorganizzazione degli ordini professionali, volta a uniformare le regole deontologiche e rafforzare la governance. Una novità chiave è l’estensione dell’equo compenso, concepita per contrastare la sottoquotazione dei servizi tecnici e garantire tariffe minime aggiornate. Questa misura è considerata fondamentale per preservare la qualità professionale e la sostenibilità delle piccole realtà, spesso soggette a concorrenza sleale. Tuttavia, viene sottolineata la necessità di affiancare incentivi e strumenti operativi adeguati per evitare aumenti ingiustificati nei costi dei committenti.

Tutele estese e formazione pratica

La legge introduce inoltre tutele specifiche per maternità e infortuni, ampliando il welfare per i professionisti autonomi nel settore edilizio. Questo si traduce in indennità durante le sospensioni lavorative e forme assicurative mirate ai rischi del cantiere e della progettazione. Sul fronte formativo, la riforma aggiorna l’esame di Stato e regola il tirocinio con una maggiore focalizzazione sulle competenze pratiche e sulla responsabilità dei tutor. Questi cambiamenti intendono facilitare un accesso più meritocratico alla professione, migliorando nello stesso tempo la qualità della preparazione dei nuovi tecnici.