Le previsioni sul mercato immobiliare di La Spezia per il 2026 confermano un trend di crescita sia nei prezzi sia nelle compravendite, segnalando un contesto interessante per investitori e operatori. Il valore degli immobili residenziali in città ha raggiunto i 2.135 €/m² a settembre 2025, con un aumento annuo del 6,38%, mentre a livello provinciale i prezzi medi si attestano intorno ai 2.337 €/m², segnalando un mercato vivace e dinamico. Parallelamente, l’intera Liguria registra un incremento delle transazioni con circa 30.000 compravendite nel 2025, superando la media nazionale che si è fermata a +6,9%. Questo quadro positivo si inserisce in una ripresa nazionale del settore, che nel 2026 prevede un fatturato superiore a 170 miliardi di euro con una crescita stimata dell’8,4% annua.
Andamento prezzi e volumi compravendite
I dati attuali sottolineano una crescita costante del mercato immobiliare spezzino, dove il segmento residenziale tradizionale continua a essere trainante, sostenuto da una domanda stabile di famiglie locali e acquirenti alla ricerca della prima abitazione. A questo si aggiunge un mercato delle seconde case vivace, grazie alla vicinanza alle mete turistiche come le Cinque Terre, che alimenta richieste per immobili ben posizionati o ristrutturati. La Liguria vede un aumento del 7% nelle transazioni, un dato superiore rispetto alla media nazionale, che evidenzia la solidità della ripresa regionale. Inoltre, cresce l’interesse per gli affitti a breve termine, che rappresentano un’opportunità redditizia se gestiti professionalmente, benché presentino complessità normative e gestionali. Al contrario, il settore commerciale e degli uffici si mostra più prudente, con performance strettamente collegate agli sviluppi economici e urbanistici locali.
Fattori socio-demografici e sviluppo urbano
La Spezia beneficia di diversi fattori che alimentano il rialzo immobiliare: in primo luogo, il miglioramento infrastrutturale e i progetti di rigenerazione urbana conferiscono valore aggiunto ad aree strategiche, rendendole più attrattive sia per residenti sia per investitori. I quartieri centrali mantengono un forte appeal, ma anche le periferie collegate da nuove infrastrutture stanno emergendo come interessanti micro-aree su cui puntare. A livello socio-demografico, la città vede un equilibrio tra residenti stabili e una domanda crescente di seconde abitazioni legate all’attività turistica qualificata, che stimola il mercato degli short-let. Tuttavia, è importante considerare che la dipendenza dal turismo crea una certa vulnerabilità verso fluttuazioni stagionali o cambiamenti nelle normative sugli affitti brevi. Anche la crescente attenzione all’efficienza energetica da parte degli acquirenti influisce sulle scelte di acquisto, premiando gli immobili ristrutturati e moderni.
Scenari futuri e rischi per investitori
Per il 2026 si delineano due scenari principali. Nel scenario ottimista, la crescita dei prezzi continua con incrementi annui tra 3% e 6%, stimolata da investimenti pubblici e privati in infrastrutture e rigenerazione urbana, nonché da un afflusso maggiore di capitali esteri. Questo porterebbe a un aumento delle compravendite e a rendimenti più alti nelle locazioni, specialmente nel comparto short-let. Il scenario prudente, invece, prevede un rallentamento dovuto a possibili aumenti dei tassi d’interesse o a shock economici che comprimerebbero la domanda e spingerebbero verso un riallineamento dei prezzi. In questo contesto, la qualità degli immobili, in particolare per quanto riguarda la riqualificazione energetica, diventerà un elemento cruciale per mantenere la competitività sul mercato. Gli investitori dovrebbero quindi concentrarsi su interventi mirati di ristrutturazione e su una diversificazione geografica capillare, soprattutto nelle zone emergenti e bene collegate della provincia, per ottimizzare il rapporto rischio/rendimento.



