Il progetto del nuovo padiglione green per il carcere di Ferrara segna una tappa fondamentale nell’integrazione tra sostenibilità ambientale e funzionalità penitenziaria. Dba Group Spa, in collaborazione con Devi Impianti Srl, ha infatti vinto l’appalto indetto dal Ministero delle Infrastrutture per la realizzazione di un edificio a energia quasi zero (Nzeb), destinato a ospitare 80 detenuti in celle singole completamente dotate di servizi. Questo intervento, annunciato ufficialmente l’8 ottobre 2025, punta a ridefinire gli spazi detentivi all’insegna del benessere, della sicurezza e dell’efficienza energetica.

Progetto sostenibile e tecnologia Nzeb integrata

Il padiglione a energia quasi zero combina avanzate soluzioni architettoniche con impianti ad alta efficienza energetica. La struttura sarà caratterizzata da un involucro ottimizzato per l’isolamento termico, minimizzando i ponti termici e prevedendo schermature solari orientate per controllare l’apporto di luce e calore. Soluzioni passive quali ventilazione naturale e orientamento strategico se compatibili con i criteri di sicurezza sono parte integrante del design. A livello impiantistico, si prevedono pompe di calore per riscaldamento e raffrescamento, ventilazione meccanica con recupero di calore e un impianto fotovoltaico in copertura, assicurando così una significativa autoproduzione elettrica. La gestione energetica sarà ottimizzata tramite un sistema BMS per monitorare e gestire i consumi in tempo reale.

Secondo la direzione tecnica di Dba Group, questo approccio non è solo una risposta normativa, ma una strategia operativa che riduce i costi di gestione e migliora la vivibilità del carcere, rispettando standard di sicurezza stringenti. L’adozione di modellazione BIM e coordinamento multi-disciplinare faciliterà inoltre una realizzazione efficiente e puntuale dell’opera.

Spazi progettati per dignità e reinserimento

Il padiglione si articola in 80 celle singole, ciascuna dotata di un proprio servizio igienico, conformi alle linee guida internazionali sul rispetto della dignità dei detenuti. A completare la funzionalità, sono previsti spazi collettivi per attività comuni, locali per il culto e zone dedicate al benessere psicofisico. Tra le novità più rilevanti figurano due cortili per l’aria aperta, fondamentali per la routine quotidiana, e serre per attività orticole. Quest’ultimo spazio integra la funzione rieducativa con un impatto concreto sulla qualità della vita interna al carcere, offrendo anche l’opportunità di autoproduzione mediante pratiche di agricoltura sostenibile.

L’attenzione ambientale coinvolge anche la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, con un’isola ecologica dedicata, sistemi di raccolta differenziata, fitodepurazione e recupero delle acque grigie. Queste scelte testimoniano un impegno a ridurre l’impatto ambientale dell’edificio, migliorando la qualità complessiva dell’ambiente penitenziario.

Modello innovativo replicabile nel sistema penitenziario

Realizzare un edificio a costi energetici quasi nulli implica una forte riduzione dei consumi energetici tradizionali, garantendo un abbattimento significativo di emissioni e costi operativi. Dba Group, società quotata su Euronext Growth Milan specializzata in ingegneria e project management, punta a importare best practice già consolidate negli ambiti civili e infrastrutturali all’interno dei contesti penitenziari, dimostrando come l’innovazione sostenibile possa essere uno strumento concreto di miglioramento.

Il progetto ha però anche alcune sfide da affrontare: bilanciare sicurezza e spazi aperti, garantire durabilità e manutenibilità degli impianti ad alta efficienza in un ambiente soggetto a usura e formare adeguatamente il personale per la gestione delle nuove tecnologie. Inoltre, la felicità di serre e programmi riabilitativi dipenderà da azioni operative coordinate con enti formativi e servizi sociali.

La formula dell’appalto integrato favorisce tempi certi e coordinamento efficace, purché si mantenga un rigoroso controllo di qualità in tutte le fasi. L’esperienza ferrarese si candida così a divenire un modello innovativo e sostenibile per le future strutture penitenziarie, promuovendo al contempo la transizione energetica e il benessere all’interno degli istituti.

L’avvio di questa iniziativa è confermato anche dal recente annuncio di Dba Group sulla realizzazione del nuovo padiglione del carcere di Ferrara, che sottolinea l’importanza data all’efficienza energetica e alla dignità detentiva.

Parallelamente, il via libera al progetto appena firmato da Dba Group conferma la volontà di integrare innovazione, sostenibilità e sicurezza in ambito carcerario, dando un segnale importante per il futuro delle infrastrutture penitenziarie italiane.