Incentivi fotovoltaico legati all’origine dei componenti rivoluzionano il settore energetico in Italia. L’articolo 5‑bis del DM 30 dicembre 2024, parte del programma FerX 2025, esclude moduli, celle e inverter di origine cinese dalle gare per sussidi pubblici. Questa scelta nasce in linea con il Net‑Zero Industry Act europeo e punta a favorire la resilienza industriale europea, dando priorità a impianti con componenti prodotti all’interno dell’Unione. Tuttavia, la misura apre scenari complessi su costi, tempistiche e capacità produttiva locale, nel tentativo di bilanciare sicurezza industriale e obiettivi climatici.

Regole e incentivi per moduli fotovoltaici europei

Il decreto introduce un criterio chiaro: i moduli fotovoltaici, le celle e gli inverter devono essere prodotti fuori dalla Cina per poter accedere agli incentivi. Inoltre, almeno un componente strategico definito dal Regolamento UE 2025/1178 deve anch’esso provenire da paesi terzi non cinesi. La gara FerX 2025 mette a disposizione 1,6 GW con premi tariffari maggiorati per chi certifica catene di fornitura resilienti e prive di dipendenze cinesi. I requisiti di due diligence e tracciabilità si fanno più stringenti, ridefinendo il panorama dei beneficiari e aggiungendo un nuovo livello di complessità amministrativa.

Impatto e sfide per la filiera europea

Questa nuova politica rappresenta un’opportunità concreta per i produttori europei di moduli e celle, rilanciando investimenti industriali e specializzazioni innovative come assemblaggio avanzato e servizi post-vendita. Tuttavia, la limitata capacità produttiva europea e i tempi lunghi per l’espansione delle linee di produzione potrebbero causare ritardi e colli di bottiglia. Inoltre, il maggior costo dei componenti non cinesi potrebbe tradursi in un aumento del costo totale degli impianti, esercitando pressione sul budget dei programmi d’incentivo. Infine, le nuove procedure di verifica e tracciabilità aumentano la complessità delle gare, richiedendo sistemi di certificazione robusti per garantire la compliance.

Sicurezza industriale e future opportunità di mercato

L’iniziativa si colloca nel dibattito europeo su come coniugare la lotta ai cambiamenti climatici con la sicurezza della filiera industriale. Favorire i componenti non cinesi mira a ridurre i rischi geopolitici e a stimolare investimenti in tecnologie alternative, tra cui moduli bifacciali, tracking e inverter smart. La gara da 1,6 GW diventa così un banco di prova per un’industria fotovoltaica più autonoma e resiliente. Tuttavia, il successo dipenderà dall’efficacia di politiche industriali integrate e dalla gestione attenta delle procedure di gara per mantenere un equilibrio tra transizione energetica e sostenibilità economica.