L’obbligo del “bollino blu” per gli impianti a banda larga negli edifici è una novità normativa introdotta dal Decreto legislativo 207/2021, in vigore dal 1° gennaio 2022. Questa etichetta certifica che le nuove costruzioni o gli edifici sottoposti a ristrutturazioni importanti sono predisposti per la rete in fibra ottica, sancendo un legame diretto tra edilizia e infrastrutturazione digitale. Progettisti, imprese e tecnici abilitati sono chiamati a garantire e certificare la conformità degli impianti alle specifiche tecniche, a garanzia della disponibilità di servizi di connettività ultraveloci.
Normativa e obblighi per edifici e agibilità
La normativa chiave, rappresentata dal Decreto legislativo 207/2021, impone che il rilascio dell’etichetta di edificio predisposto alla banda ultra larga diventi parte integrante della documentazione necessaria alla Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA). L’adempimento riguarda sia le nuove costruzioni sia gli interventi di ristrutturazione rilevante. Il rilascio dell’attestazione è affidato a tecnici abilitati secondo il Decreto Ministeriale 37/2008, che devono dimostrare la rispondenza ai requisiti tecnici stabiliti dalle Guide CEI come la CEI 306-2 e le serie 64-100/1-3. Questi documenti devono essere allegati alla pratica edilizia presentata al Comune, che ne verifica la completezza all’interno del procedimento di agibilità secondo le nuove regole per edifici e agibilità.
Requisiti tecnici essenziali per il bollino blu
Le Guide CEI definiscono un insieme di requisiti tecnici imprescindibili: un impianto multiservizio dotato di canalizzazioni dedicate con percorsi protetti per la fibra ottica, punti di terminazione e giunzione accessibili per manutenzioni future, e una gestione del cablaggio verticale e orizzontale progettata per garantire continuità e interoperabilità con le reti di operatori. Questi standard prevedono l’utilizzo di materiali e procedimenti conformi al DM 37/2008 e agli standard CEI. L’etichetta di edificio predisposto, rilasciata da tecnici abilitati, certifica la conformità dell’impianto con tali criteri tecnici, attestando così la pronta capacità di ricevere i servizi di fibra ottica.
Implicazioni pratiche e iter per l’agibilità
In fase progettuale, è obbligatorio allegare il progetto dell’impianto multiservizio alla domanda edilizia o alla richiesta di ristrutturazione, così da evidenziare la conformità alle Guide CEI. Durante l’esecuzione dei lavori, l’aderenza alle specifiche deve essere garantita dall’impresa e verificata tramite collaudi. Al termine, il tecnico abilitato rilascia il bollino blu, documento imprescindibile da allegare alla Segnalazione Certificata di Agibilità. La completezza della modulistica e della documentazione tecnica (schemi, certificazioni, elenco materiali) è fondamentale, poiché l’ufficio tecnico comunale esercita un controllo per verificare la sussistenza degli obblighi normativi e tecnici. Questo iter assicura che la predisposizione digitale non resti un mero adempimento, ma diventi una reale infrastruttura funzionale e attiva, favorendo un’attivazione della rete più rapida e meno onerosa per operatori e utenti.
Questa regolamentazione rappresenta un passo decisivo verso l’integrazione tra edilizia e digitalizzazione, con ricadute positive per il mercato immobiliare e per la diffusione delle reti ultraveloci in Italia. Per approfondire, è possibile consultare ulteriori dettagli e aggiornamenti presso Studio Madera, esperto sul certificato banda ultra larga.



