Il rischio radon in Puglia diventa oggetto di una nuova fase di gestione grazie all’adozione ufficiale, avvenuta il 26 gennaio, del Piano Regionale d’Azione per il Radon (PRAR). Questo piano strategico ha l’obiettivo primario di ridurre l’esposizione al gas radon e migliorare la tutela della salute pubblica. Viene introdotto un approccio più rigoroso e specifico per individuare le “Aree Prioritarie”, cioè quelle zone in cui almeno il 15% degli edifici supera la concentrazione annuale di 300 Bq/m³. Inoltre, il piano impone obblighi precisi di misurazione per luoghi di lavoro al piano terra e nei seminterrati, definendo procedure chiare per la prevenzione, il risanamento e la comunicazione del rischio radiologico.
Aree Prioritarie e obblighi di misurazione radon
Con il PRAR, la Puglia introduce criteri oggettivi per delimitare le Aree Prioritarie, basandosi su campionamenti che evidenziano concentrazioni di radon superiori ai limiti di legge. Le zone più interessate si trovano principalmente nella provincia di Lecce, coinvolgendo comuni come Lecce, Copertino, Casarano, Surbo, Maglie e altri, dove la presenza di edifici ad alto rischio è statisticamente rilevante. La normativa prevede quindi misurazioni obbligatorie nei luoghi di lavoro situati a piano terra o in seminterrato, indipendentemente dalla loro destinazione d’uso. Le aziende devono utilizzare strumenti certificati e seguire protocolli rigorosi per garantire dati attendibili, considerando le variazioni stagionali del radon.
La responsabilità di valutare e mitigare il rischio spetta principalmente ai datori di lavoro, che, in caso di superamento della soglia di 300 Bq/m³, devono attivare interventi specifici per ridurre l’esposizione e, se necessario, modificare temporaneamente le condizioni operative degli ambienti interessati.
Interventi di risanamento e monitoraggio continuo
Quando le misurazioni indicano valori superiori al limite, il PRAR impone interventi di risanamento mirati. Tra le soluzioni più efficaci spiccano il potenziamento della ventilazione naturale e meccanica, l’installazione di sistemi di depressurizzazione del sottosuolo, la sigillatura di fessure e giunti nella fondazione e l’isolamento delle superfici a contatto con il terreno. La scelta degli interventi si basa sulla tipologia edilizia e sulla praticabilità tecnica, puntando soprattutto a soluzioni durature e a basso impatto. certificazione di agibilità sia aggiornata dopo i lavori.
È fondamentale affidarsi a tecnici qualificati e laboratori accreditati per una diagnosi accurata e per verificare l’efficacia degli interventi, che devono essere confermati da nuove misurazioni post-risanamento. Parallelamente, il piano promuove il miglioramento e l’aggiornamento continuo delle mappe radon regionali. Questo avviene attraverso campagne di misura standardizzate e la creazione di una rete di monitoraggio coordinata, in modo da mantenere sotto controllo il rischio e individuare tempestivamente nuove aree di attenzione.
Innovazioni, sfide e supporto alla gestione radon
Il PRAR introduce anche innovazioni tecnologiche, come dispositivi di monitoraggio continuo a basso costo e strumenti digitali integrati che facilitano la raccolta e gestione dei dati, anche attraverso l’incrocio con informazioni catastali e modelli BIM. Queste soluzioni permettono di pianificare con maggiore precisione gli interventi di risanamento e migliorano la sorveglianza in tempo reale.
Tuttavia, la Regione Puglia deve affrontare alcune sfide importanti: il costo degli interventi potrebbe rappresentare un ostacolo, soprattutto per i proprietari di edifici storici o per le piccole e medie imprese; inoltre, serve potenziare le competenze tecniche grazie a specifici percorsi di formazione per i professionisti del settore e i laboratori accreditati. Anche la comunicazione del rischio richiede attenzione per evitare inutili allarmismi, pur garantendo che cittadini e imprese comprendano bene obblighi e benefici.
Secondo un dirigente tecnico regionale, il PRAR punta a tradurre dati scientifici in misure preventive concrete e supporta con linee guida chiare. Una ricercatrice universitaria sottolinea come la definizione di soglie precise consenta un approccio equilibrato, pur auspicando sistemi di monitoraggio più capillari nel tempo. Infine, un responsabile sicurezza di una PMI evidenzia l’importanza di chiarimenti sul supporto economico e sulle procedure autorizzative per le imprese coinvolte.
In questo contesto, l’adozione del Piano Regionale d’Azione per il Radon rappresenta un passo fondamentale per la Puglia, che trasforma la mappatura del rischio in un percorso operativo di prevenzione e protezione sanitaria concreto, destinato a migliorare la qualità della vita e la sicurezza degli ambienti abitati e lavorativi.



